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L’impronta di Giuseppe Garibaldi sulla città di Cesenatico

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Nel giugno 1849 Giuseppe Garibaldi, in fuga dalle truppe austriache, cerca di raggiungere la Repubblica di Venezia guidata da Daniele Manin. Dopo quasi un mese di viaggio inseguito senza esito dalle truppe papali, francesi e austriache, si rifugia nella neutrale Repubblica di San Marino. Da qui riesce comunque a fuggire con un gruppo di poco più di 200 seguaci, tra i quali la moglie Anita, provata dagli stenti e in avanzato stato di gravidanza, verso le coste romagnole cercando un punto di imbarco per raggiungere Venezia via mare. Grazie alla rete dei suoi informatori romagnoli viene a conoscenza del fatto che il porto meno difeso sulla costa era quello di Cesenatico. Arriva a Cesenatico la sera del 1 agosto 1849.e qui si dà subito da fare per trovare le barche per salpare, svegliando i pescatori che non sono per nulla disposti a rischiare le loro barche e la loro vita. Inoltre era appena finita una burrasca e i frangenti rendevano impossibile uscire a vela dal porto canale, ma non per Garibaldi che come esperto navigatore aveva già in mente una strategia. Il tempo stringeva e Garibaldi si impossessa di un topo, una piccola barca da pesca, e a remi si dirige verso l’uscita del porto. Alla fine riesce ad ingaggiare 12 bragozzi e una tartara, una sorta di Bragozzo più grande, e naviga verso nord.

Questo episodio segnò per sempre il legame tra Cesenatico e il personaggio di Giuseppe Garibaldi. Forse perché il popolo di Cesenatico, negli scritti dell’epoca definito di indole irrequieta, sentendosi oppresso, identificava nel personaggio di Garibaldi l’idea di libertà dalla dominazione. Questo evento viene assunto simbolicamente quale mito originario della nuova identità autonoma e laica della città che da poco aveva conquistato l’autonomia da Cesena per poi passare nell’arco di 30 anni ad essere una terra suddita dello Stato della Chiesa.

Il passaggio di Giuseppe Garibaldi si celebra anzitutto con un monumento, la statua in Piazza Pisacane, inaugurata il 2 agosto 1885 anno che segna l’inizio della nuova festa cittadina, l’attuale Festa di Garibaldi.
Vero è che questa città ricorda il Garibaldi anche attraverso la ridenominazione delle principali via cittadine: a Cesenatico vengono celebrati innanzitutto i protagonisti degli eventi del 1848 e 1849 e quindi la triade della Repubblica Romana Mazzini, Armellini e Saffi. Poi ci sono le vie principali quali Corso Garibaldi (Porto Canale lato Levante), via Anita Garibaldi e Piazza Ciceruacchio,  soprannome di Angelo Brunetti protagonista anch’egli dell’imbarco dei garibaldini da Cesenatico.

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